)a giugno mentre ero in italia a sfracellarmi i maroni, ho anche partecipato - come relatrice - ad una conferenza organizzata dalla sezione italiana di una associazione internazionale (di cui non faro' il nome) per lo studio della materia su cui faccio il dottorato.
e cosi' oggi mi sono iscritta alla loro mailing list/ gruppo di discussione, e leggendo qua e la' tra i vari interventi ho avuto la conferma di un'impressione che gia' avevo avuto alla conferenza: della ristrettezza di vedute che regna sovrana negli ambiti di ricerca in italia. invece che scambiarsi opinioni e punti di vista, ascoltarsi a vicenda, accettare umilmente osservazioni, o anche ribattere ad una critica ma con calma e senza stizza, c'e' gente - molta, e il presidente dell'associazione in testa a tutti..per la serie diamo il buon esempio di intellettuale modello - che passa il proprio tempo a farsi frecciatine, sminuirsi a vicenda, fare polemiche per niente, e che in generale e' incapace di accettare qualsiasi critica, della serie "se hai qualcosa da ridire su quello che ho scritto evidentemente e' perche' non hai capito niente". ma e' possibile? un post avanza delle riserve su un capitolo di un libro scritto proprio dal suddetto presidente. neanche venti minuti dopo, ecco che compare la risposta, in toni decisamente irritati, che rifiuta categoricamente la critica avanzata. ma cacchio: non hai nient'altro di meglio da fare che stare li' a controllare cosa dicono di te, pronto a "parare" ogni osservazione, percepita come un attacco?
non ho scoperto l'acqua calda, credo, ma lo trovo lo stesso abbastanza deprimente, soprattutto per chi come me, vive una realta' abbastanza diversa, ma vorrebbe prima o poi tornare in italia, e magari lavorarci, nell'universita' italiana. qui in inghilterra la mia impressione degli ambienti accademici e' che siano molto piu' "aperti", che la ricerca sia in larga parte se non sempre vera ricerca, motivata da una spinta intellettuale, e non solo un farsi strada smerdando altri per accaparrarsi un posto caldo sotto al deretano, un pubblicare e ripubblicare lo stesso libro ogni volta aggiungendo alla nuova edizione un capitolo striminzito tanto per fare soldi o allungare l'elenco delle pubblicazioni. magari e' una mia impressione, una beata illusione che qui ci sia l'eldorado (che non c'e', lo so). magari gli inglesi, esseri a sangue freddo ben diversi dai sanguigni italiani, si mandano affanculo a vicenda in maniera piu' sottile, e io non lo percepisco...ma forse e' solo l'ambiente universitario italiano che, per come e' strutturato, da spazio solo a questa mentalita' piccola, a certe stronzate.
sono tornata a norwich e miiiii, oggi non passa piu'.....consigliatemi: il mio (nuovo) gatto dopo essersi svaccato nel centro del letto e avermi fatto dormire in un angolo tutta la notte, mi sveglia - salendomi sulla faccia - tutte le mattine alle 5 (!!!) perche' vuole, anzi esige, nell'ordine, mangiare e uscire a farsi un giro. era quasi piu' soddisfacente l'islandese, come animale domestico perlomeno...cosa faccio, lo uccido? ma vaff.....
io ho un sistema tutto mio per scrivere. lo so che probabilmente word, se uno non si limitasse ad usarlo come una macchina da scrivere, avrebbe tante belle funzioni avanzate per scrivere articoli, capitoli e menate varie e fare bozze, correzioni, e modifiche sull'originale, e che se perdessi quel poco di tempo che ci vuole per impararle la mia vita sarebbe molto piu' facile, ma sono pigra.
dunque, io uso i colori. quando scrivo qualcosa di cui sono abbastanza sicura, lo scrivo in nero. poi se ci sono dei pezzi che sto buttando giu' alla grezza o che non so se sono al posto giusto, li scrivo in rosa, cosi' so che li devo rivedere. invece, i messaggi destinati a me li scrivo in rosso (possono essere un po' di tutto, tipo "controlla riferimento!", "espandi!", "bella cazzata!", "quanto ha rotto i coglioni Adorno? argomenta educatamente", eccetera). a volte poi, quando rimetto a posto dei capitoli spostando paragrafi qua e la', mentre lo faccio li coloro momentaneamente di diversi colori per ricordarmi a colpo d'occhio dove li ho spostati. percui si potra' trovare, occasionalmente, in mezzo alla distesa di nero, un intero paragrafo tutto blu.
infine, in fondo a ogni file ci scrivo "SCARTI E SCHIFEZZE" proprio cosi' tutto in maiuscolo, e li' sotto ci copio-incollo tutte le frasi e i paragrafi che ho eliminato dal corpo del testo, ma non ho il coraggio di buttare via casomai mi possano servire in futuro. un po' rosa, un po' neri, un po' verdini, ole'. quando la sezione "scarti e schifezze" diventa troppo grossa, la sposto in un file di word a parte, cosi' ogni capitolo ha il suo personale "scarti e schifezze" separato e in ordine. ovviamente, non riuso mai niente, non li rileggo nemmeno. ma sono li', io li tengo, non si sa mai. ho ancora gli scarti e schfiezze della mia tesi di laurea di quasi 3 anni fa.
il problema e' che a volte, quando sono arcistufa di qualcosa che devo consegnare, appena lo finisco non lo rileggo neanche, oh, lo salvo lo chiudo lo mando e vaffanculo a tutti. tipo il capitolo 1, l'indice e l'introduzione che ho mandato ieri mattina.
e' cosi' che va a finire che mando ai miei relatori introduzioni completamente rosa, capitoli in technicolor con paragrafi con strani titoli in italiano, e madonne sparse in allegria lungo il corpo del testo. non male. considerando che uno di loro parla pure italiano. perfettamente. ma peccheee'? 
e' fatta! abbiamo venduto l'anima al diavolo (non solo la nostra ma anche quella dei nostri rispettivi genitori) e abbiamo firmato il contratto per l'affitto della casa nuova! a leggere la lista delle cose che NON ci sono permesse di fare, viene male...attaccare cose ai muri o alle porte, fumare (c'e' lo smoke-detector e se parte ci arrivano i pompieri in casa per presunto incendio, vaglielo poi tu a spiegare che li hai fatti spostare per una sigarettina) e probabilmente anche respirare rumorosamente...ma per il momento sono semplicemente esaltata al pensiero di trasferirmi. per ora e' un contratto di sei mesi, poi fra qualche mese decideremo se rinnovarlo per un altro anno o no...quindi se volete approfittare della mansarda, affrettatevi...!!!!! prossimamente piu' news, stay tuned
lo sapete voi che gli studenti sono puzzoni, non pagano l'affitto, vi distruggono i mobili, e portano cani e porci in casa? anche se hanno quasi 30 anni (gli studenti, non i cani e i porci) e un lavoro e tutto il resto? a quanto pare le agenzie immobiliari del regno unito tutto la pensano cosi', considerandoci un poco al di sotto degli appestati, e per farci dare una casa dovremo far scrivere una letterina dai nostri genitori (!!!) che dice che se per caso un giorno scompariamo senza pagare l'affitto ci pensano loro. ma ci rendiamo conto??? io la mia la scrivo io, che i miei non spiccicano una parola di inglese, poi la stampo, la FIRMO, che tanto la firma di mio padre la so fare bene, e gliela porto a quei geni dell'agenzia.
ricerca della casa: non ce n'e' una che vada bene. una e' stupenda ma non e' libera subito, una costa pochissimo ma e' troppo deprimente, una non e' male ma quelli dell'agenzia sono degli sciacalli e firmare un contratto con loro da' la sensazione di star vendendo l'anima al diavolo, le altre non ne parliamo neanche...e fondamentalmente non ne possiamo piu' di cercare. le buone notizie sono che in entrambe le case che ci piacciono c'e' una camera degli ospiti. anzi, nella casa degli strozzini-usurai-compratori di anime di studenti, c'e' una intera mansarda per gli ospiti, ottima anche per festini, pigiama party, riunioni segrete di logge massoniche. prenotate, prenotate, prenotate!
che due maroni, sono finite le vacanze...che poi non e' che siano state vacanze del tutto, perche' signori e signore, voglio un applauso: questa e' stata la prima volta in un anno e mezzo di dottorato che il libri che mi sono portata a casa per produrre un po' anche in vacanza sono effettivamente usciti dalla valigia! grazie, grazie...saranno stati i sensi di colpa?? comunque, a proposito di sensi di colpa e ansia: dato che per tutto il periodo natalizio non avevo mai abbandonato del tutto il lavoro, ero convinta che il mio ritorno in universita' non sarebbe stato per niente traumatico, e invece sono puntualmente entrata in sbattimento appena ho messo piede giu' dal bus dall'aeroporto ieri sera. anche io, pero'....devo smettere di scendere all'universita'...anche se e' a due passi da casa, meglio scendere in centro e prendere l'autobus...un rientro piu' soft insomma...
tra le ragioni di sbattimento, oltre al fatto che devo produrre e non c'ho voglia, ce n'e' anche una che forse e' pure peggio: a febbraio cambio casa, vado a vivere con due amiche. lo sbattimento deriva dal fatto che per ora stiamo ancora cercando, sperando di trovare una casa interamente vuota, da colonizzare. e il pensiero del trasloco non mi mette di buonumore neanche lui. poi vabbeh, ieri sul bus ho incontrato un tipo tedesco che conoscevo di vista, amico del cruccone che mi piaceva l'anno scorso, e pare che anche lui cerchi casa, quindi ci siamo scambiati il numero di telefono. oltre al fatto che e' gnocco, me lo prenderei come coinquilino fosse anche solo perche' la mia "amica" stronza di qualche post piu' sotto gli muore dietro ma lui non se la caga...(come palesare tutta la propria superficialita' e meschinita' in una frase, poi non dite che non metto a nudo la mia anima per voi...)
ah e poi ieri sera ho visto il mio estratto conto, ma quella e' un'altra storia...
riassunto per parole chiave delle ultime due settimane: pigrizia, inattivita', weekend a londra, litigi cosmici, delusioni, amici-amici-amici-il-cazzo versus amici veri, ancora pigrizia, depressione accademica, rare botte di creativita', ansia da shopping natalizio, sclero, ancora ansia, ustionarsi una mano al lavoro, pioggia, stress, freddo porco.
dopo tanto peregrinare, forli', l'emilia romagna tutta in lungo e in largo in macchina, casa, e su su fino a liverpool, sono tornata a norwich (tramite comodo viaggio di 4 ore di treno piu' 2 di bus piu' 20 minuti di autobus dalla stazione a casa, piu' 10 minuti a piedi sotto la pioggia) e adesso mi chiudo in biblioteca a scrivere. guai a chi mi disturba! (questo post non ha senso, infatti l'ho scritto solo perche' se non facevo nessun post in novembre poi mi si smaialava la lista dei mesi nella colonna di destra) addio!
e finalmente anche l'Inconvincibile si sta convincendo! oggi ho avuto un ricevimento proprio con lui, il terribile e temibile Avvocato Del Diavolo, che pur con tutte le critiche costruttive e i sorrisetti sarcastici rivolti a se stesso del caso, ha detto che le mie idee sono buone, che una struttura sensata c'e', che e' un progetto molto ambizioso ma che sembra prendere forma. ha anche detto che se voglio mettermi in pari devo aver scritto almeno due o tre capitoli entro la fine dell'anno (pauraaaaaaaa), io ho negoziato su due (abbastanza impossibile comunque, ma meno), lui ha concluso avvertendomi che dovro' scrivere cose molto convincenti perche' nel diBBattito intellettuale in corso sul mio argomento, lui e' della scuola di pensiero esattamente opposta a quella che sto sostenendo io, al che sull'onda dell'autoesaltazione io ho chiosato con un "non sara' un problema, anzi, cosi' e' ancora meglio!" perche' in certi momenti bisogna anche essere sboroni. ora mi aspetta il delirio...so che lo accogliero' con la solita dose di fancazzismo + lavoro incessante giorno e notte nelle ultime due settimane. che dico, nell'ultima settimana. se non mi faccio sentire per un bel po', state tranquilli: vuol dire che sto da qualche parte in giro a non fare un ca**o.
eppiness! (liverpool!)
ieri sera c'e' stato il primo seminario di musica del nuovo semestre. dopo, siamo andati in centro a mangiare la pizza, alcuni di noi con il prof S che fra l'altro ci ha gentilmente offerto la cena, non so se di tasca sua o coi soldi del dipartimento, ma chissene. poi dopo cena ci ha raggiunto il prof J. sara' che io sono abituata che ci devono essere notevoli gradi di separazione tra studenti e professori (il che non e' necessariamente giusto, anzi, ma e' cosi' che siamo abituati a vedere le cose nelle universita' italiane) ma insomma J arriva e si siede di fianco a me e io disaaaaaaaagio quasi epidermico...va bene quando a ricevimento prima di iniziare a parlare della mia tesi chiacchieriamo 2 minuti e lui mi racconta un po' gli affari suoi, ma in un pub, attorno al tavolo con gli altri miei amici mi turba. poi non so come la conversazione va a finire sull'uso e gli effetti di varie droghe, (ah si', ora ricordo come: il seminario, tenuto da un ex-studente della scuola assolutamente pazzo, era incentrato sulla Dream Machine, una cosa costruita negli anni 60 da due tizi un po' fuori, in pratica un cilindro di vetro con vari intagli e al suo interno una luce, che lo appoggi su un giradischi e ruota su se stesso, e che in teoria se ti ci metti davanti con gli occhi chiusi - e molta droga nelle vene - ti apre le porte della percezione e saircazzo cos'altro - lui ha costruito una piccola dream machine in miniatura e la usa, collegata a vari sensori ottici, per produrre musica al computer. parliamone)
insomma ad un certo punto, in collegamento con questo argomento, c'era qualcuno che si era messo a parlare di che effetto aveva fatto a lui o a qualche suo amico la tal droga, il tal fungo, la tal canna, e io li' che pensavo, se adesso J, da rispettabile cinquantenne brizzolato qual e' nella mia mente, interviene con una sua qualche personale storia di quanto e' stato male quella volta ad amsterdam quando si e' mangiato mezzo chilo di funghi allucinogeni, io sprofondo. ebbene, non ho neanche avuto tempo di finire di formulare questo pensiero nella mia mente, che. lo sapevate voi che il mondo delle orchestre di musica barocca e' pieno di tossici che prima di ogni concerto si fanno come dei cachi per suonare meglio?????????
buuuaaaaaaaahhhh!!! 


danina traumatizzata
PS: nel frattempo, dato che non c'ho un cazzo da fare e J mi ha detto di iniziare a scrivere il primo capitolo, oggi ho deciso di tornare su msn.
e ieri ho comprato questo:
eppiness
ho appena scoperto che il mio relatore ha un profilo su facebook (quando sono entrata nel suo studio il suo mac era aperto sulla homepage, non ho potuto fare a meno di notarlo) e non so, secondo me e' un po' in una crisi di mezza eta', mi aspetto che un giorno o l'altro arrivi all'universita' in porsche, a quanto pare ora ha pure lasciato la moglie e si sta facendo una storia con la segretaria della facolta', quindi rientra assolutamente in tutti i cliche'. oggi ho anche assistito alla sua telefonata IN ITALIANO con la suddetta moglie che gli rompeva le palle perche' il figlio e' malato e lei deve iniziare un nuovo lavoro quindi non puo' stare a casa a badarlo, e se lo deve sorbire lui, ma lui le ha detto che non puo' perche' domani deve andare ad amsterdam per un concerto, e dal tono con cui lui le parlava direi che e' abbastanza evidente che si sono lasciati, e io li' che sentivo la loro telefonata, momenti imbarazzanti (ma anche lui poverino, immagino che quando non vuol farsi capire dal povero studente di turno che e' a ricevimento da lui, parli in italiano, ma con me non ha scampo in qualsiasi lingua decida di parlarle hihihih). comunque, questioni personali e pala